Montefiascone nei giorni scorsi ha offerto una nuova occasione per trascorrere un weekend in Tuscia all’insegna dell’enogastronomia.
Infatti è andata in scena la Festa dell’Olio e dell’Olivo, con banchi di assaggio degli E.V.O. di Montefiascone allestiti nelle sale dell’Hotel Italia & Lombardi.
“Montefiascone in Vetrina”, una rete di imprese che promuove le eccellenze enogastronomiche e culturali di Montefiascone, ha organizzato l’evento volto a valorizzare l’ olio EVO, ma anche le bellezze del territorio. Montefiascone è molto apprezzato dagli amanti dell’olio di oliva per la sua eccellenza e autenticità. Dal gusto fruttato e aromatico, con note di erba fresca, mandorla e peperoncino, è disponibile in cultivar Canino, Frantoio e Leccino/Moraiolo.
Numerosi i produttori presenti, tra cui l’Oleificio Fratelli Bracoloni e la Cooperativa Le Mosse, due importanti realtà locali.
Tante le attività in programma:
– Visite guidate alle aziende agricole locali per scoprire il ciclo produttivo
– Degustazioni del pregiato olio nuovo
– Conferenze e Incontri per approfondire la cultura olivicola
– Show cooking ed incontri enogastronomici con prodotti locali del territorio

La manifestazione ha avuto anche lo scopo di far conoscere il centro storico della città, che merita una visita approfondita.
Il colle di Montefiascone domina il lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa, toccato dai percorsi antichi della Via Cassia tracciata dai consoli romani e della Via Francigena percorsa dai pellegrini medievali diretti a Roma. Il luogo aveva acquisito grande importanza come sede dei rettori papali sulla Tuscia, che per secoli alloggiarono qui fra i giardini e i panorami della Rocca dei Papi. Il nome della città richiama i vini della zona. Certamente nel XII secolo il prelato tedesco Johannes Defuk, che attestava la presenza di buon vino nei luoghi dove viaggiava con il commento “Est!”, cioè C’è! in latino, annotò qui “Est! Est! Est!” con esplicito entusiasmo.
La pietra tombale del cardinal Defuk è murata vicino all’ingresso della chiesa di S. Flaviano, all’inizio della Francigena per Orvieto.
Montefiascone è chiamato anche il Belvedere della Tuscia perché con i suoi 590 metri di altitudine è infatti il borgo più elevato della provincia, dove non mancano mai aria frizzante e pura, vista lago mozzafiato, buon cibo e vino. La natura vulcanica di Montefiascone e dei suoi dintorni, ricchi di tufo, da sempre ha permesso di sviluppare una particolare attitudine per la coltivazione della vite, da cui si ricavano oggi vini pregiati esportati in tutto il mondo.
Le prime testimonianze scritte risalgono al IX secolo d.C. ma le tracce archeologiche ci rivelano che il cocuzzolo su cui oggi sorge il centro storico era già abitato molti secoli prima.
La Cattedrale di Santa Margherita è il vero simbolo della città. La sua possente mole che disegna il panorama è visibile a chilometri di distanza. Infatti la sua grandiosa cupola di 27 metri di diametro è la quarta per grandezza in Italia, preceduta solamente da quella di San Pietro in Roma, da quella di Santa Maria del Fiore a Firenze e da quella del Pantheon. La chiesa fu costruita per custodire le spoglie della giovane Margherita che visse e morì per la fede cristiana. Nel Quattrocento grazie ad Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III, si avviò il cantiere di costruzione al quale lavorarono artisti quali il Bramante e Sangallo il Giovane. Guerre, incendi e pestilenze causarono rallentamenti e distruzioni, tanto da dover essere interamente ricostruita alla fine del Seicento, ma venne realizzata ancora più maestosa grazie alla meravigliosa cupola del grande Carlo Fontana. Molto suggestiva è la sottostante cripta di S. Lucia Filippini.
Non può mancare nella visita una sosta alla Rocca dei Papi situata nel punto più alto. È impressionante per la maestosità e ci ricorda la sua importanza storica quale luogo prescelto per la villeggiatura dei pontefici. Costruita nel XII secolo a scopo difensivo, venne più volte rimaneggiata e ogni volta ingrandita sempre più. Ciononostante, dalla fine del Rinascimento iniziò un lento e inesorabile declino fermato solo dai preziosi restauri degli anni ’80. Oggi il piano terra della Rocca ospita il Museo dell’architettura di Antonio da Sangallo Il Giovane, un vero e proprio centro studi su questo personaggio di spicco, che fu legato alla Tuscia e alla provincia di Viterbo dai lavori che qui svolse per la famiglia Farnese. Il cortile interno, invece, è un vero e proprio sito archeologico a cielo aperto con cisterne per la raccolta d’acqua, strutture murarie e tombe di epoca longobarda. Attraverso il cortile si sale sulla Torre del Pellegrino per ammirare il panorama mozzafiato sul borgo e sulla piana di Viterbo da una parte e dominare, dall’altra, tutto il lago di Bolsena.
Le vecchie carceri addossate alle mura del castello rappresentano un luogo storico che testimonia le miserevoli condizioni di vita dei detenuti in passato, con spazi angusti, basse porte e un’atmosfera di sofferenza che oggi si può percepire visitando le antiche celle. Vengono aperte in occasioni particolari come le Giornate FAI e attualmente ospitano reperti archeologici del territorio per conto della Soprintendenza.
Per alloggiare:
https://lombardihotels.info/
Hotel Italia & Lombardi
Per assaggiare la cucina del territorio:
https://lorenzoviglianisi.github.io/TrattoriadaMorano/
Da Morano
www.dapaoloalmiralagomontefiascone.it
Da Paolo Al Miralago





