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Fiere

A Taste 19 non solo cibo e bevande, ma anche storytelling  

Tra gli stands della manifestazione oltre che degustare eccellenti prodotti, è stato possibile ascoltare storie molto interessanti

Caviar Giaveri è stato presente a Taste con  degustazioni speciali di Sterlet, la nuova referenza della collezione Fiocchi di Caviale per un’esperienza d’eccellenza autentica.

Sterlet è un prodotto innovativo con texture croccante, versatile in cucina e conservabile 12 mesi a temperatura ambiente, oltre all’intera gamma di caviale Caviar Giaveri.

L’azienda, fondata da Rodolfo Giaveri tra gli anni ’70 e ’80 a San Bartolomeo di Breda (Treviso), è un’eccellenza italiana nella produzione di caviale sostenibile. L’azienda alleva oltre 10 specie di storione in impianti propri, garantendo una filiera completa, dalla nascita del pesce al caviale, con lavorazione artigianale. 

 Rodolfo Giaveri ha iniziato l’allevamento di storioni, spinto dalla passione per l’eccellenza ittica e dalla necessità di salvaguardare questa specie a rischio, diventando un pioniere in Italia. L’azienda si distingue per non acquistare caviale da terzi, ma per allevare direttamente gli storioni in ambienti controllati che simulano l’habitat naturale, rispettando i cicli di crescita.

Oggi la gestione è nelle mani delle sorelle Jenny, Giada e Joys Giaveri, che continuano la tradizione di famiglia puntando sulla qualità e sul Made in Italy.

https://www.caviargiaveri.com/caviale

L’ Associazione Culturale Riso Maratelli ha presentato il suo riso, varietà storica italiana nata nel 1914 ad Asigliano Vercellese: fu scoperto per caso da Mario Maratelli come ibridazione naturale del Chinese Originario. Rinomato per la sua qualità e adatto a risotti e minestre, fu popolarissimo fino agli anni ’70 prima di rischiare l’estinzione, venendo poi salvato e rilanciato nel 2014, garantendo oggi la tracciabilità della filiera. 

Questo riso vanta una storia affascinante: nel 1914, il Cav. Mario Maratelli, nato nel 1879  da genitori ignoti, divenne un protagonista della risicoltura italiana dei primi del ‘900.

Maratelli ebbe una infanzia difficile passando per tre famiglie, prima di giungere a fondare l’azienda ad Asigliano Vercellese nel 1911. Individuò una spiga diversa in un campo di Chinese Originario che, grazie alle sue qualità organolettiche e all’alto contenuto di amido, divenne una delle varietà più apprezzate in Italia, con il picco di coltivazione negli anni ’60 e ’70.

A causa dell’arrivo di nuove varietà a maggiore resa, la sua coltivazione sparì quasi completamente verso il 1982.

Nel 2014, in occasione del centenario, la nipote Vittorina Maratelli ne ha promosso il recupero, inserendolo nell’Arca del Gusto di Slow Food e commercializzandolo con il marchio “Riso Maratelli 1914”. È un riso a chicco medio, perlato, che richiede poca concimazione e mantiene i sapori, rendendolo ideale per la cucina tradizionale. 

Oggi, l’azienda “Eredi di Mario Maratelli” coltiva e commercializza questo antico prodotto, custode della biodiversità vercellese. 

https://www.risomaratelli.it

Un’altra bella storia proviene dal cuore del Salento; quella della pasta Manta. 

Nel cuore di Aradeo, in provincia di Lecce, dove i campi di grano incontrano la passione di famiglia, il Pastificio Manta trasforma grani antichi e pregiati in pasta artigianale d’eccellenza. Dalla scelta dei cereali alla macinatura nel mulino storico, fino alla trafilatura esclusiva, ogni fase custodisce la purezza di un prodotto autentico e genuino, nel rispetto della tradizione mediterranea e della sostenibilità.

https://www.mantapastai.it

Innovativa e originale è la produzione di Feral Drinks, una startup trentina fondata nel 2022 da Maddalena Zanoni, specializzata in fermentati botanici analcolici destinati all’alta ristorazione. Nata nelle Dolomiti, la realtà unisce scienziati, botanici e sommelier per creare alternative complesse al vino, utilizzando barbabietole, radici e spezie. 

il progetto nasce per colmare la mancanza di bevande analcoliche strutturate per il fine dining.

“Feral” significa “selvagio, ferale”, richiamando il ritorno allo stato brado, sfidando lo status quo e liberando la creatività.

Le bevande sono spesso a base di barbabietola, non alcoliche, non frizzanti e complesse, ottenute tramite fermentazione lattica e infusione di erbe e spezie.

Inizialmente accolti con grande interesse da ristoranti stellati europei nel Benelux, i fermentati Feral hanno visto una forte crescita anche in Italia, diventando un punto di riferimento per il beverage analcolico sofisticato. 

Le bevande sono state protagoniste ad un evento Fuori di Taste presso S. Forno a Firenze.

https://feral-drinks.com

https://taste.pittimmagine.com

Nicoletta Curradi