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CORONAVIRUS: LE RICHIESTE DI FIPE E DELLE PARTI SOCIALI AL GOVERNO

Per tutelare il comparto della ristorazione, in cui operano oltre 300.000 imprese con circa 1,5 milioni di lavoratori ed un valore aggiunto di 90 miliardi di euro, dalle gravi ripercussioni che l’emergenza sanitaria per la diffusione del coronavirus sta avendo sull’intera economia italiana ed in particolare sui flussi turistici, la Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – unitamente alle altre rappresentanze dei datori di lavoro e dei lavoratori del settore, ha sottoscritto un avviso comune per il sostegno delle imprese e dei lavoratori del settore volto a condividere principi e linee guida delle imminenti azioni da mettere in campo, indispensabili per fronteggiare la grave situazione in essere. Nell’avviso comune sono state evidenziata, inoltre, la necessità di intervenire su tutto il territorio nazionale e non solo sulle cosiddette “zone rosse”.

In particolare la FIPE, unitamente alle altre organizzazioni firmatarie, chiede al Governo di mettere a disposizione delle imprese coinvolte ammortizzatori sociali in deroga alle normative vigenti, indipendentemente dai requisiti dimensionali. Inoltre, è richiesta la sospensione di ogni onere fiscale e contributivo per gli operatori economici coinvolti nonché di tutti gli oneri e adempimenti connessi all’attività d’impresa. 

“In questo momento particolare – dichiara la FIPE – il compito delle parti sociali è di invitare il governo a provvedimenti tempestivi e di impegnarsi direttamente con azioni proprie messe in campo attraverso il sistema della bilateralità per offrire un supporto alle imprese e ai lavoratori del settore. La FIPE presidierà inoltre i vertici governativi in corso per favorire una rapida messa in campo di tali azioni”

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